scena iniziale del musical Forza Venite Gente

La commedia mostra la vita di san Francesco dal momento della rinuncia alla ricchezza e ai piaceri del mondo fino alla sua morte.

Lo spettacolo si snoda su due piani differenti ma intimamente intrecciati: i dialoghi di Bernardone (padre di Francesco) e la Cenciosa (una stracciona mezza matta) e la vita monastica di Francesco.
Da una parte il quotidiano, con la sua lotta per la sopravvivenza e tutte le miserie umane, dall’altra la gioia, la semplicità e i più elevati sentimenti di amore incondizionato, fratellanza, solidarietà.

suonatore di flauto

Scena 1 del dramma in due tempi "Le luci di lontano"

La scena rappresenta un tratto di campagna. Sul davanti c'è una piccola radura con cespugli, fiori, erbe; il terreno è disuguale. Sulla sinistra della scena, un grosso tronco bruciacchiato senza rami né foglie; ai piedi di esso due grosse pietre rettangolari, buone da sedervi. Dopo la metà della scena, il terreno comincia a salire per oltre un metro per poi (ma non si vedrà) ridiscendere digradando dall'altra parte, da dove s’intravedono cespugli e cime di alberi. Da basso, si intuirà, passa una strada non molto trafficata; se ne ode soltanto, ogni tanto, il rombo delle auto veloci. Sullo sfondo, la città: i suoi palazzi, i suoi grattacieli, la sua cappa di smog. Dalla collinetta viene in avanti, quasi al centro della scena, un piccolo sentiero in terra battuta. A destra della scena, un po' verso il fondo, una roccia grande quanto un tavolo, si erge tra le erbe.

Alcune scene tratte dalla messa in scena della “Pulce nell’Orecchio” di Georges Feydeau a cura della Compagnia Teatrale “Buono a Sapersi” di Assoro. Regia: Alfonso Basilotta.

“La Pulce nell’Orecchio” è una delle più esilaranti commedie di Georges Feydeau. Costruita su di una perfetta architettura ad incastro,  in tre spassosissimi atti si snodano tutti i tipici espedienti comici dell’arte di Feydeau: gli equivoci, i tradimenti, gli scambi di persona, la convergenza in un unico luogo di tutti i personaggi, e perfino un sosia.

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I miei lavori teatrali

Ho sempre avuto la passione per il teatro. La mia prima attività teatrale risale all'età di quattordici anni. Si trattava di un giallo in tre atti. Il colpevole, guarda un po', era il maggiordomo. Dovevo avere una gran fantasia a quei tempi! La rappresentazione ebbe luogo nella sagrestia di una Chiesa che veniva utilizzata poche volte l'anno. Io, che ero l'autore e il regista, gli attori e gli spettatori paganti eravamo tutti ragazzini tra i 12 e i 15 anni. Finì che mi fidanzai con la protagonista femminile. Ma questa, come si usa dire, è un'altra storia.