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Lettera aperta agli amici scrittori

Ci sono delle cose che volevo dirvi, ma non ne ho avuto mai il tempo. Troppo impegnato a leggervi, a divorare le vostre parole, a deliziarmi delle vostre trovate, a godere delle immagini che così sapientemente sapete evocare con la vostra arte.

V’invidio tanto e vi amo. Devo essere nato con una strana struttura del DNA: infatti, amo tantissimo leggere ma non so praticamente scrivere. Al contrario di voi tutti, che amate tantissimo scrivere, ma che leggete solo i vostri scritti o, al massimo, quelli dei vostri amici. Vi capisco, siete una schiera di eletti e non è giusto né utile, per voi, scendere dall’Olimpo e mischiarvi alle parole dei comuni mortali. Anche per questo vi amo, siete dei geni, dei prodotti speciali della natura, i fari dell’umanità.

Da questo punto di vista mi considero molto fortunato. Nelle epoche passate, infatti, eravate in pochi e inaccessibili e ci volevano fior di quattrini per godere delle vostre pregevoli produzioni. Ma con l’avvento di internet mi posso ritenere l’uomo più felice della terra: al misero costo di una connessione, posso scovare un’infinità di esemplari della vostra pregiata specie e deliziarmi delle vostre parole. Da quando ho scoperto i social poi… a tutte le ore del giorno e della notte accendo il computer, mi siedo davanti al monitor, mi collego, apro il browser, vado su uno dei tanti social o dei vostri blog e sono pronto per deliziarmi delle infinite evoluzioni della vostra preziosissima materia grigia. Ma lasciamo stare, vi ho tediato abbastanza con robetta da misero mortale qual sono.

Volevo dirvi delle cose, dunque. Più che dirvi, chiedervi: uno come me, infatti, non ha assolutamente nulla da dire.     

  • Non perdete tempo a curare la forma, sapete benissimo che è cosa ormai obsoleta e un inutile perditempo. Buttate le cose come vengono, siete degli artisti, voi, conoscete l’arte sopraffina del dire; che importa se c’è qualche errore qua e là, se talvolta mostrate di non conoscere grammatica e sintassi, se sembrate non possedere alcuna tecnica … tutte cose che imbrigliano la fantasia e bloccano la creatività. E voi ne avete così tanta (oddio come v’invidio!). Noto con rammarico che qualcuno – pochissimi per fortuna – si ostina a perder tempo a correggere, limare, rivedere… e poi va a finire che mette qualcosa ogni tanto e dimentica che io vivo praticamente dei vostri testi. Or dunque:
  • Non siate avari di testi, mettetene quanti più potete, due – tre – cinque - dieci alla volta per ogni autore. Vi leggo tutti, tranquilli, non aspetto altro. Non me ne perdo uno, sto letteralmente incollato al monitor tutto il santo giorno: non lavoro (che gran fortuna!), non esco, mangio appena, dormo appena, soddisfo quei deboli istinti che mi restano in pochissimo tempo – tutto per voi, solo per voi, per nutrirmi dei vostri testi. Non siate avari, dunque, vi prego.
  • Continuate coi pensierini e gli aforismi, mi aiutate a capire la vita, così non mi sforzo tanto a capirla da me. Certo potrei comprarmi i libri veri, con tanto di filosofi e pensatori nostrani o anche orientali che vanno tanto di moda. Ma che volete, non ho una solida cultura alle spalle, non li capirei; e poi sono pigro… continuate coi vostri riassuntini, sono così preziosi per arricchire la mia conoscenza!
  • Mettete più testi personali e autobiografici, di quelli dove raccontate le vostre cosette private, i vostri umori, i vostri sfoghi, le vostre cenette, le vostre litigate… rivelatemi i retroscena, raccontatemi tutto di voi. Siete esseri fuori dell’ordinario e ogni vostro atto è l’atto più importante dell’universo: quando vi alzate, il caffè, la colazione, la toilette, le abluzioni, le secrezioni, i coiti… mmmmmhhhhhhhh, quanto adoro i vostri coiti! Meglio se a due o anche a tre, a quattro, e le orgette, le canne… Insomma, tutte le cosette strane che solo voi artisti sapete fare così meravigliosamente bene! E poi...
  • sado masoLo confesso: mi piacciono le emozioni forti, i brividi che mi percorrono la schiena, i capelli (si fa per dire, visto che non ne ho quasi più…) che mi si rizzano in testa, la pelle che mi si accappona, il sangue che mi si gela nelle vene. Mettete dunque abbondante suspense, violenza, paura, passioni travolgenti, stupri, fate schizzare il sangue in tutte le direzioni. Metteteci soprattutto tanto sesso, per dirla chiaramente. Sapete: io ne faccio pochino e anche male, ho tanto da imparare da voi! E anche:
  • Mettete tante belle parolacce: sono così espressive, così attuali, così meravigliosamente alla moda! Non siamo ipocriti, le usiamo tutti, no? Perché allora non inserirle in abbondanza anche nelle opere d’arte? E poi a me – che posso benissimo essere considerato il lettore medio – piacciono tanto! L’ideale sarebbe inserirne in media, una ogni due-tre periodi; ma se sono troppo lunghi allora è meglio una ogni dieci-quindici parole. C’è qualcuno di voi che ne mette una ogni tre - massimo cinque parole. Lo adoro: smack! Che potenza! Che arte! Che vigore espressivo! E’ il mio preferito! Soprattutto mettetele nei titoli, così individuo a colpo le cose migliori e mi ci butto come un forsennato. Ma questo, alcuni di voi lo sanno meglio di me e lo fanno già. Grazie, miei cari.
  • Mi piacciono tanto i testi enigmatici (una volta li chiamavano ermetici), tipo quelli che non si sa se dicono qualcosa o non dicono niente, che uno deve sforzarsi un pochino – lo so che sono un mezzo deficiente e non potrò mai afferrare l’infinita genialità di alcuni di voi - ma lasciate che ci provi, almeno, non spiegatemi tutto, lasciatemi almeno il gusto di scoprire i vostri sublimi messaggi. Alla fine mi arrenderò, lo so; ma avrò avuto l’ennesima conferma della vostra genialità e della mia stupidità. Pubblicatene sempre più e ve ne sarò infinitamente riconoscente.
  • Ma le sperimentazioni, no: quelle, per favore, risparmiatemele! Sembrano provenire dagli spazi intergalattici. Troppo astruse, troppo fuori da ogni ragionevole approccio, troppo difficili, vi prego: a nessuno piace fare la figura del deficiente completo!
  • Continuate a scrivervi quei meravigliosi commenti che v’inviate e nei quali squadernate le vostre sorprendenti capacità di analisi testuale. E poi come v’invidio: si vede che vi amate, che vi sostenete a vicenda, che vi scambiate bacini, sorrisini, ammiccamenti… certo ogni tanto litigate, ci sono contrasti tra voi, ma sulle questioni tecniche, che sono poi le cose vere, siete meravigliosamente tutti d’accordo nell’osannarvi a vicenda. Sì lo so: ogni tanto qualcuno si azzarda ad affermare che non è vero che siete tutti uguali, che tra voi c’è qualche bifolco: ma i commenti e i consensi stan lì a contraddirlo: tutti geni, per fortuna! Vostra e mia.

Perdonatemi se ho approfittato del vostro preziosissimo tempo.

Il vostro fedelissimo, voracissimo, affezionatissimo lettore

Al